| Confesso che quando mi è stato
chiesto di fare un’installazione natalizia, da ateo,
ho provato un po’ d’imbarazzo nel dovermi
confrontare con un tema sacro come il presepio.
Ho letto il Vangelo di Matteo, quello più descrittivo
per quanto riguarda la natività. I Re Magi seguirono
fin da Oriente per arrivare a Gerusalemme e infine a
Betlemme.
I saggi, studiosi tra l’altro di astronomia, sapevano
che l’apparizione della cometa sulla terra significava
la comparsa del figlio di Dio tra gli uomini e le donne.
Quest’anno le feste natalizie a Betlemme si svolgeranno
in un clima terrificante con l’occupazione militare
dell’esercito israeliano e la minaccia di attacchi
palestinesi.
Secondo un articolo apparso su Le monde diplomatique
sta per essere completata la costruzione di un muro
di centinaia di chilometri che divide Israele dalla
Palestina.
Quest’anno nell’istallazione natalizia
del Royal Victoria Hotel non è possibile vedere
il presepio perché i Re Magi sono impossibilitati
a proseguire il loro viaggio verso Betlemme.
L’installazione vuole, attraverso l’umorismo,
focalizzare l’attenzione dello spettatore sulla
terribile realtà che i due popoli stanno vivendo,
fatta di dolore e odio, di ingiustizia e terrore.
A partire dal muro che divide Israele dalla Palestina,
l’installazione dovrebbe stimolare una riflessione
più generale sulla scelta di costruire muri per
dividere i popoli.
Taiguara Alves Giannotti
Ringrazio per la collaborazione:
F. Camelo, L. Canale, M. Milyescu, N. Piegaia, A. Taffi
e C. Venturini.
Musiche:
Joel Rubin Music Ensemble/ AA.VV; Cafè Arabia/
AA. VV; Traditional Jewish from Span/ AA. VV.
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