In una recente installazione,
sempre legata al tema del lavoro, fissavo la data del
mio ipotetico licenziamento dalla fabbrica in cui lavoravo
a causa della mia attività sindacale, cosa che
sfortunatamente è accaduta.
Adesso mi trovo a vivere la condizione di precario,
la stessa situazione che, da qualche anno a questa parte,
a causa della flessibilità del lavoro, sempre
più lavoratori dipendenti sperimentano sulla
propria pelle.
La situazione nel mondo del lavoro dipendete è
decisamente cambiata, di fatto non esiste più
nessuna garanzia di democrazia all’interno del
posto di lavoro, i salari sono molto bassi, l’incertezza
economica del lavoratore precario condiziona negativamente
scelte che normalmente si fanno per migliorare la qualità
della propria vita.
Da è in vigore la legge 30, che si aggiunge ai
danni provocati dal pacchetto Treu, trasformando tutto
il lavoro
In precario. Cambia per esempio l’ufficio di collocamento
trasformando in una sorta d’agenzia interinale.
Gli industriale dichiarano conclusa la concertazione
degli anni novanta e rivendicano il diritto di firmare
gli accordi con “chi ci sta”.
I sindacati che ci stanno partecipano alla gestione
della precarietà, gestendo, all’interno
del proprio apparato, corsi di formazione e non finire.
Per fermare l’attacco padronale e governativo
occorrerebbe mettere in discussione la legge 30 e il
patto per l’Italia. E’ necessaria la creazione
di proposte alternative alle scelte liberiste dl governo,
con la reale partecipazione dei lavoratori alla loro
elaborazione. Oggi questo non c’e, e per di più
si nota la quasi totale incapacità del sindacato
a dare una risposta ai bisogni dl lavoro precario.
Questa installazione vuole essere umoristica riguardo
alla situazione con la quale devo misurarmi ed è
legata all’ultima esperienza di lavoro che ho
vissuto. Sono stato licenziato senza preavviso, solo
per aver partecipato a una riunione organizzata dai
miei ex colleghi per cercare di rivendicare una qualifica
adeguata.
Queste gruccette “antropomorfe” trovate
in una fabbrica dimessa, simboleggiano individui della
generazione precedente, che hanno una concezione del
lavoro legata al diritto di scioperare, alle rivendicazioni,
alle garanzie dello Statuto dei lavoratori.
I cartellini di riconoscimento rappresentano la geografia
del pellegrinaggio che il lavoratore precario, diventato
nel lessico imprenditoriale “risorsa umana”
è costretto a fare ad un’azienda ad un’altra,
a causa della flessibilizzazione del mercato del lavoro.
Taiguara alves giannotti
Un particolare ringraziamento
a: V.Martini M.Vigiglio, A.Taffi.
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